Per gli escursionisti più esperti la Val di Fassa offre un gran numero di sentieri attrezzati (ferrate), i quali, con l’ausilio di idonea attrezzatura (imbracatura, cordini, moschettoni, caschetto), consentono di raggiungere anche luoghi impervi in assoluta sicurezza, con tecniche che si avvicinano all’arrampicata vera e propria. Per affrontare questo tipo di escursioni, oltre ad una discreta preparazione fisica, occorre una buona conoscenza del territorio e delle condizioni climatiche e meteorologiche, pertanto consigliamo di rivolgersi alle guide alpine che potranno semplicemente fornirvi utili indicazioni, oppure accompagnarvi nei primi approcci con la roccia (o vere e proprie ascensioni).
Ci sono tante vie ferrate tra cui scegliere e Canazei rappresenta sicuramente il luogo perfetto per chi vuole cimentarsi con le difficoltà di queste pareti. Dalla nostra casa potete raggiungere facilmente gli attacchi di alcune delle vie più affascinanti e impegnative della zona come la Via Trenker sulla Prima Torre del Sella, la Parete Ovest sulla Quarta Torre e la ferrata della Marmolada da Pian dei Fiacconi a Punta Penia.
Abbiamo inoltre selezionato una top 6 delle vie ferrate in Val di Fassa (clicca sulla via per saperne di più)
Questo percorso porta direttamente sulla cima della Roda de Vael (2.806 mt), al centro di un grandioso scenario dolomitico. Dal Passo Carezza si sale con la seggiovia Paolina fino all’omonimo rifugio. Dal Paolina (2.125 mt) si raggiunge il Passo del Vajolon in circa 1,30 ore. Da qui, per facile ferrata, si conquista la cima in circa 45 minuti. Per i principianti, si consiglia la discesa per la stessa via di salita, mentre per coloro che vogliono proseguire e cimentarsi su tratti più impegnativi, la proposta è quella di scendere fino alla forcella della Roda e, superata la breve ed esposta paretina (tratto più impegnativo dell’intero percorso), raggiungere la base della Torre Finestra. Qui si trova il bivio che offre la possibilità (consigliata in caso di maltempo) di scendere per comodo sentiero al Rifugio Roda de Vael in circa 40 minuti e terminare la prima parte lungo un canale attrezzato piuttosto impegnativo. L’alternativa è quella di proseguire verso destra per raggiungere le Creste del Majarè (collegando così le due ferrate della Roda e del Majarè).
NOTE Molte cartografie consigliano il giro inverso, ma i motivi per compiere tale escursione nel modo qui descritto non sono da sottovalutare: tutti i tratti impegnativi vengono in tal modo percorsi in salita, quindi la sicurezza è maggiore; partendo dal Passo del Vajolon il sole accompagna gli escursionisti durante l’intero percorso.
POSIZIONE La nostra casa di montagna si trova in posizione strategica per raggiungere in breve tempo in macchina il punto di partenza a circa 30 km.
Percorso molto frequentato che venne costruito per raggiungere dal Rifugio A.Fronza alle Coronelle la conca del “Gartl”, punto di partenza per le scalate alle Torri del Vajolet. Dal Rifugio Roda de Vael ci si porta al Rifugio Fronza alle Coronelle (2.339 mt) attraverso il sentiero n. 550. L’escursione inizia dal Rifugio Fronza, dove si consiglia di indossare il materiale da ferrata. Subito dietro al rifugio, vicino ad una grande “S” rossa, iniziano le rocce gradinate che fanno da orlo alla grande cengia detritica che fascia ad ovest tutta la Cresta di Davoi. La si segue sino alla base della movimentata parete che porta al Passo Santner. Si prosegue utilizzando scale e pioli per caminetti, gole e gradini rocciosi. Si raggiunge la stretta forcella tra le Guglie di Schroffenegger e si scende per ripide roccette, armate di corda metallica, al canale ghiacciato (punto in cui fare attenzione specialmente ad inizio stagione per presenza residua di neve che nasconde il cavo). Si traversa e si sale obliquamente a sinistra per una cengia inclinata e rocce scoscese. Si esce per uno stretto e breve cammino ed una paretina esposta che si attraversa verso nord sino all’orlo meridionale della conca detritica al di sopra del labirinto roccioso in prossimità del Rifugio Passo Santner a 2.741 mt. Si intraprende quindi la discesa attraverso il “Gartl”, costeggiando il lago sul fondo della conca ed oltrepassando il Rifugio Re Alberto (2.621 mt). Si imbocca la Gola delle Torri, dalla quale si giunge al pianoro delle Porte Negre (2.243 mt), dove si trovano i rifugi Vajolet e Paul Preuss. Pernottamento presso il Rifugio Vajolet o presso il Rifugio Passo Principe (2.600 mt), quest’ultimo raggiungibile con un’ulteriore ora di cammino lungo il largo e comodo sentiero n. 584 dal Rifugio Vajolet.
POSIZIONE La nostra casa di montagna si trova in posizione strategica per raggiungere in breve tempo in macchina il punto di partenza a circa 30 km.
Partendo dal Rifugio Vajolet si sale per circa un’ora lungo il largo sentiero n. 584 alla testata della Valle del Vajolet, fino al Rifugio Passo Principe situato sull’omonimo valico. Seguendo le indicazioni, per detriti, si raggiunge l’attacco della ferrata: ci si alza da sinistra a destra in un canale (funi) e, superato il primo salto roccioso, si perviene alla cresta sommitale esposta senza funi e alla croce del Catinaccio d’Antermoia (3.002 mt), eccezionale balcone sulle Dolomiti di Fassa (ore 1.30). Si scende a nord-est per via attrezzata, e per cengia, rocce, un canale e una selletta (attenzione) si toccano le ghiaie della Forcella d’Antermoia e della conca di Antermoia (2.700 mt, 1 ora). La discesa può avvenire per la stessa via di salita (per chi ha fretta), oppure per il facile versante nord-est. Quest’ultimo non presenta molte difficoltà ed è attrezzato solo in alcuni punti. Bisogna però sempre prestare la massima attenzione in quanto è comunque sempre molto esposto. Giunti alla base della parete (Conca di Antermoia), prendere a destra l’evidente traccia e risalire per ghiaie al vicino Passo di Antermoia a quota 2.770 mt. Da qui ci si affaccia di nuovo sulla valle del Vajolet e si può scendere, bordeggiando le pareti meridionali del Catinaccio di Antermoia, al Rifugio Passo Principe, tornando a Gardeccia per la strada dell’andata. Dalla conca di Gardeccia si rientra nel fondovalle per mezzo di un apposito servizio di bus-navetta.
POSIZIONE La nostra casa di montagna si trova in posizione strategica per raggiungere in breve tempo in macchina il punto di partenza da Pera di Fassa a circa 10 km
Da Canazei si sale a Pecol con l’omonima funivia; da Pecol si raggiunge Belvedere con la funivia Col dei Rossi-Belvedere. Dalla stazione a monte dell’impianto di risalita il percorso è tutto in discesa fino al Rifugio Belvedere, presso il quale si taglia a destra per ampia scorciatoia ricavata nel prato. Ci si immette nuovamente sulla stradina sterrata lasciata poco prima, proseguendo sul piano verso il Rifugio Fredarola a 2.388 mt. Questo rifugio può essere considerato il punto di partenza dell’escursione. Da qui il tracciato (segnavia n. 601) assume un andamento per lo più pianeggiante, interrotto da erte, ma corte rampe, solo in corrispondenza dei costoni che dividono le varie vallecole. Prima di procedere lungo il sentiero “Viel dal Pan”, merita salire in funivia al Sass Pordoi, la terrazza delle Dolomiti, per poter godere di un panorama a 360° su tutte le principali vette dolomitiche. Dal Rifugio Fredarola si scende al Passo Pordoi lungo il sentiero n. 601 per prendere la funivia; al ritorno si scende sempre in funivia per risalire poi a piedi, dal Passo Pordoi, verso il Rifugio Fredarola sul sentiero n. 601. Questo tratto di itinerario è chiamato “Viel dal Pan”, perché pare fosse l’itinerario preferito dai commercianti ambulanti che si spostavano tra la Val di Fassa e la conca di Livinallongo. Dal Rifugio Fredarola si raggiunge il Rifugio Viel dal Pan a quota 2.432 m, si continua con minimi dislivelli per un lungo tratto non senza aver gettato un’occhiata al magnifico panorama sulle Tofane e la valle di Livinallongo, che si apre in corrispondenza di una selletta ben evidente, distante dal sentiero qualche decina di metri. Si giunge ad un bivio. Si scende a destra verso la diga, dapprima con una lunga diagonale, e poi con ripida e stretta serpentina per attraversare in ultimo un tratto scosceso piuttosto esposto che va percorso con massima cautela. Si esce sulla strada statale di fronte al Rifugio Marmolada “E. Castiglioni” a 2.054 mt. Dal Lago di Fedaia si sale al Rifugio Pian dei Fiacconi (2.625 mt), attraverso la cestovia Fedaia-Pian dei Fiacconi, oppure, seguendo il sentiero n. 606. Pernottamento presso il Rifugio Pian dei Fiacconi.
POSIZIONE La nostra casa di montagna si trova in posizione strategica. Si parte direttamente da casa nostra, dalla cabinovia per il Belvedere (20 mt)
Dal Rifugio Pian dei Fiacconi si segue il sentiero n. 606 verso ovest attraverso la conca sotto la parete nord della Marmolada, in un ambiente molto suggestivo e panoramico. Si aggira uno spuntone di roccia e si entra nel vallone fra la Punta Penìa e il Gran Vernel. A quota 2.800 mt il sentiero diventa una traccia sul ghiacciaio, per il quale è consigliato l’uso dei ramponi forniti dalla guida. Si risale il vallone su detriti e neve, fino ai piedi della Forcella Marmolada a 2.896 mt. Da qui comincia la via ferrata che, in circa 100 mt di dislivello, sale alla forcella (indispensabili casco, imbragatura e set da ferrata). La forcella funge da spartiacque tra i due versanti della Marmolada e permette di godere di uno splendido panorama e di vedere interessanti gallerie scavate durante la Prima Guerra Mondiale. Dalla forcella la via si biforca in due: un ramo sale lungo la cresta ovest verso la vetta della Marmolada, l’altro si abbassa verso la Val Contrin. In questo caso la ferrata scende per circa 50 mt e porta su un comodo sentiero che in 1.30 ore scende verso il Rifugio Contrin ai piedi della meravigliosa parete sud del Piccolo e Gran Vernel. Pernottamento presso il Rifugio Contrin.
POSIZIONE La nostra casa di montagna si trova in posizione strategica per raggiungere in breve tempo in macchina il punto di partenza dal Passo Fedaia (12 km)
Dal Rifugio Contrin si risale al rifugio ed omonimo Passo San Nicolò (2.346 mt) attraverso il sentiero n. 608. Dal Rifugio San Nicolò si segue il segnavia n. 613 lungo il quale sono visibili fortificazioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Si procede fino a raggiungere il bivio con il sentiero attrezzato n. 613/bis “Lino Pederiva”. Si segue il segnavia 613/bis, che percorre la sottile cresta erbosa fino agli aspri contrafforti del Sasso di Rocca. L’attraversata avviene con l’aiuto di funi metalliche che aiutano a superare alcuni punti scoscesi. In prossimità della Sella Brunech (2.419 mt) ci si ricongiunge nuovamente con il sentiero n. 613. Si procede quindi in cresta lungo il n. 613 fino a raggiungere il Sass de Adam, da cui godere di un grandioso panorama circolare su tutte le Dolomiti di Fassa. Si raggiunge la stazione a monte della cabinovia Buffaure a 2.040 mt. Per mezzo dell’impianto o del sentiero n. 643 si scende all’abitato di Pozza. Pernottamento in hotel.
POSIZIONE La nostra casa di montagna si trova in posizione strategica per raggiungere in breve tempo in macchina o a piedi la località di Alba di Canazei (2 km)
Divertitevi con le scalate durante la vostra vacanza in montagna qui a Canazei, nel cuore delle Dolomiti di Fassa!